Irpinia, terra matrigna: 1125 negli ultimi due anni di cui quasi 530 solo nel 2017. Allo stato attuale più del 25% della popolazione residente – in buona sostanza un quarto degli irpini – è all’estero: parliamo di un vero e proprio esercito, 107.118 persone. Sono i numeri dell’edizione 2018 del “Rapporto Italiani nel mondo” realizzato dalla fondazione Migrantes. Ma mentre la quota di anziani (da 65 anni in su, dunque fondamentalmente pensionati) decresce, è in aumento quello della fascia in piena età lavorativa 18-50.
Ben sette, i comuni irpini nella graduatoria delle prime 25 realtà campane per iscrititi all’Aire, il registro dei residenti all’estero: da Sant’Angelo dei Lombardi a Montella, da Lioni a Montoro, passando per Nusco, Ariano Irpino e Volturara con un’incidenza di emigrati che supera l’80% dei residenti effettivi. Un amaro record per l’Irpinia che ci porta ad avere due comuni tra i casi simbolo in Italia, Cairano e Conza della Campania dove la quota di residenti all’estero è più del doppio della popolazione. Secondo gli studiosi che hanno lavorato alla redazione del rapporto, la novità di quest’anno è rappresentata dalla ripresa dell’emigrazione delle braccia.
La grande fuga dall’Irpinia, i piccoli comuni a rischio desertificazione,
il modello Riace. Di tutto questo abbiamo parlato con Toni Ricciardi, docente presso l’università di Ginevra, tra i
curatori del Rapporto Italiani nel Mondo della fondazione Migrantes.
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