Dalla Valle del
Sabato al solofrano-montorese: i miasmi sono al centro da anni di denunce ed
esposti da parte di comitati e cittadini e rappresentano un’emergenza
ambientale niente affato trascurabili. Ora in Irpinia arriva il naso
elettronico, un particolare dispositivo che permette di misurare il fastidio
arrecato da sorgenti maleodoranti grazie all’utilizzo di sosfistica sensori.
Sarà in dotazione al Dipartimento di Avellino dell’Arpac e fa parte di un
nutrito pacchetto di ammordenamento di attrezzature e laboratori.
Era da quasi venti anni che non si procedeva in
questa direzione: una spesa consistente per il dipartimento diretto da Pietro
Vasaturo che parte da 500mila euro, tutti fondi propri. L’obiettivo è rendere funzionale
il lavoro di controllo sul campo e migliorare la qualità degli accertamenti sui
campioni prelevati. Accanto alle attività ordinarie, i laboratori di Avellino
sono centri di riferimento regionale per gli ogm, organismi geneticamente
modificati.
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