“C’è chi si batte per fermare la realizzazione dell’impianto e lo fa mostrando i muscoli in piazza e sventolando la carta bollata – i termini per il ricorso al Consiglio di Stato scandono il 26 febbario – e chi invece su delega dalla magistratura indaga sui ritardi nelle procedure e nei lavori.
I carabinieri del Noe – nucleo operativo ecologico – dopo aver raccolto informazioni generali a ridosso di Natale presso la struttura di missione a Napoli su tutte le strutture annunciate e progettate sul territorio regionale, mercoledì della scorsa settimana – 30 gennaio – hanno acquisito presso il comune di Chianche tutta la documentazione relativa al biodigestore: progetti preliminari e studi di fattibilità sia della versione aerobica e che anaerobica, le delibere con le quali sono stati affidati gli incarchi e le consulenze ai tecnici, le richieste di valutazione di impatto ambientale e tutte le altre carte inerenti il finanziamento.
Insomma un faldone utile a ricostruire procedure seguite e adottate dagli enti locali, dalla regione e della stessa struttura di missione che si occupa operativamente degli impianti. L’obiettivo dell’indagine – stando a quanto trapelato – è valutare eventuali profili sia penali che amministrativi e contabili ascrivibili al rallentamento dell’intero iter.
“Non è certo il nostro caso perché noi stiamo andando avanti con la procedura nonostante le proteste e gli ostracismi a 360 gradi” – si lascia scappare il primo cittadino Carlo Grillo sull’inchiesta che stanno conducendo i carabinieri del Noe.
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