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Smacco sul vino: Sannio capitale europea 2019, a noi restano medaglie impolverate



Tre docg (siamo tra le poche province italiane con questo primato), diverse doc e igp, una storia di eccellenza e di riconoscimenti internazionali lunga decenni, export in crescita, un consorzio di tutela che muove lentamente i primi passi dopo anni di guerre inteste. 

"La Toscana del Sud", ma solo sulla carta e solo quando ci piace esternarlo, così come si ostenta la medaglia d’oro vinta ai giochi della gioventù. Poco, troppo poco perché sul piano della promozione territoriale le prendiamo da tutti. L’ultima dai cugini di Benevento che di vino ne producono in quantità industriale rispetto a noi, ma che negli ultimi anni hanno fatto grandi passi in avanti in termini di qualità al pari degli altri cugini, in particolare i salernitani delle areee interne come Cilento e Vallo di Diano.

Insomma fino a quando non la smetteremo di metterla tutto in cagnara calcistica o politica continueremo ad avere lo sgardo rivolto al passato e gli altri ci scipperanno il futuro. 

Il nostro consorzio mercoledì procederà al rinnovo delle cariche sociali mentre l’altro giorno il Sannio ha celebrato il riconoscimento di capitale europea del vino 2019 con il brand Sannio Falanghina che vede insieme cinque comuni (Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso) che hanno ricevuto il testimone dalle cittadine portoghesi di Torre Vedras e Alenquer. Sarà un anno intenso di iniziative sul fronte della promozione. 

Meno medaglie da esporre in polverose bacheche e più marketing: ecco ogni tanto cerchiamo di guadare al resto del mondo con meno spocchia a partire dai cugini considerati rivali, ma solo calcisticamente parlando.

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