Commercio,
ristorazione, ma anche edilizia. Un piccolo esercito (a fine 2018 se ne sono
contate 3.166): stiamo parlano delle imprese messe su da immigrati regolari che
vivono ed opera da anni sul nostro territorio. Ebbene queste aziende sono in
crescita rispetto a quelle gestite da italiani che, invece, calano.
Vediamo le
cifre che arrivano da un dossier della Fondazione Leone Moressa che si occupa
di studi e ricerche sull’economia dell’immigrazione.
Le imprese con al timone
stranieri sono cresciute nel 2018 in provincia di Avellino del 9,8% e
rappresentano il 6,6% del totale delle aziende attive. Al contrario quelle locali sono diminuite del
7,5. Al primo posto troviamo i cinesi seguiti da marocchini, romeni e
albanesi.
“La crescita
dell’imprenditoria immigrata – ha fatto notare Michele Furlan, presidente della
Fondazione - rappresenta una sfida per il sistema italiano, con luci e ombre.
Se da un lato questo fenomeno ha contribuito – soprattutto negli anni della
crisi – al mantenimento del sistema economico nazionale, compensando e
arginando in parte l’emorragia di imprese, dall’altro lato è innegabile come in
molti casi nasconda il rischio di irregolarità, bassa produttività e
concorrenza sleale”.
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