Apatici, senza
desideri, troppo chiusi in se stessi, ma la colpa non è solo della rivoluzione
digitale (attaccati giorno e notte agli smartphone, protagonisti solo di vite
virtuali con i social). Famiglie e istituzioni fanno poco per stimolarli.
Insomma la colpa è soprattutto degli adulti.
E’ decisamente preoccupante il
quadro che viene fuori da un sondaggio sui bisogni dei giovani condotto nelle
scuole irpine grazie ad un accordo con l’ufficio scolastico provinciale i cui
risultati sono stati presentanti stamane nel corso di un convegno presso l’ospedale
Moscati di Avellino: 2222 i ragazzi irpini di età compresa tra gli 11 e i 18
anni che hanno risposto ai quesiti (sei, le domande poste). All’iniziativa
hanno preso parte attiva anche 2100 adulti.
Nel servizio parla il dottore Alfonso Leo, responsabile dell'Unità operativi di Neuropsichiatria infantile dell'ospedale Moscati di Avellino.
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