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Accade negli alloggi popolari di Avellino: i piccioni fanno cacca, i residenti pagano

Con buona pace di Povia - la canzone trionfò al Festival di Sanremo nel 2006 - i piccioni – metafora dell’amore nella melodia – ad Avellino diventano tema da carta bollata che è costata cara ai condomini del civico 185 di via Acciani, uno dei tanti insediamenti popolari periferici di Avellino, retaggio del post terremoto, anonimi scatoloni in cemento e fibre di amianto, ferite mai ricucite. 
I piccioni, appunto. Svolazzano, si posano su balconi e, soprattutto, tetti. Le deiezioni invano tubature e canali di gronda, finiscono giù con l’acqua, ma sporcano anche i sottotetti. Una delle tante emergenze igienico-sanitarie che si registrano ancora oggi negli alloggi popolari. La richiesta di intervento al comune, la relazione dell’ufficiale sanitario, l’ordinanza dell’allora sindaco Foti – siamo nel 2017 - che imponeva ai condomini di ripulire, ritenendoli responsabili. Poi il contenzioso in tribunale e la decisione del giudice arrivata 20 giorni fa: 100 euro di sanzione per ognuno dei residenti che aveva proposto opposizione oltre al pagamaneto delle spese legali e, ironia della sorte, condannati, ma questo lo diciano noi non il giudice, a tenere sotto controllo i movimenti dei piccioni.

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