Benzina nelle
ruspe e trivelle pronte ad entrare in azione. Con i trafori sotto il Partenio,
Biancardi raddoppia. In attesa dell’alta capacità – per il completamento occorerà
almeno un decennio – o che qualcuno finanzi una bretella di un solo chilometro
a Codola nel salernitano, ad avvicinare Napoli ad Avellino tramite la ferrovia
ci pensa il presidente della provincia che dopo il tunnel che metterebbe in
collegamento il Mandamento con la Valle Caudina – affidato già l’incarico per
lo studio di fattibilità - ha messo in moto la macchina amministrativa di
palazzo Caracciolo per finanziare il progetto di un secondo buco sotto la
montagna sacra degli irpini che consentirebbe di allungare fino al capoluogo
irpino la tratta oggi coperta dall’ex Circumvesuiviana che si ferma a Baiano.
Ecco perché non è ipotizzabile
l’utilizzazione del percorso già tracciato dall’A16 caratterizzato dal valico
di Monteforte che ha pendenze rilevanti.
Il prolungamento della strada ferrata
rientra negli interventi strategici per l’Irpinia sia dal punto di vista
infrastrutturale che turistico previsti dall’amministrazione Biancardi nel
documento unico di programmazione 2019/2021.

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