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Ecco cosa avvelena il fiume Sabato




Metalli pesanti e altri veleni presenti, ma nei parametri di legge: batteri fecali e altre sostanza organiche, invece, fuori controllo. Il tutto non appena il fiume inizia ad attraverso contesti urbani e, soprattutto, industriali. Addirittura in alcuni tratti i valori riscontrati sono 141 volte superiori ai limiti massimi previsti dalla norma. 
Sono gli scarichi fognari abusivi e quelli non correttamente trattati da impianti di depurazione sia pubblici che privati ad avvelenare il fiume Sabato. In buona sostanza, le stesse emissioni inquinanti che anno e mezzo, complice la portata ridotta a causa della siccità, fa provocarno la strage di trote. 
Lo dicono i risultati di laboratorio sui campioni prelevati nel corso d’acqua a fine febbraio dai tecnici dell’Arpac multiservizi nell’ambito di un dispositivo aggiuntivo di controlli voluto dal direttore della dipartimento di Avellino Pietro Vasaturo. 
Gli esiti sono quasi del tutto sovrapponibili a quelli dei prelievi che effettua regolarmente ogni mese l’agenzia regionale per l’ambiente. 
Tre i punti sotto i riflettori: zona Atripalda, area industriale di Pianodardine e ponte Sabato nel comune di Pratola Serra.

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