Non solo per l’economia: il
2018 rischia davvero di passare alla storia come uno dei peggiori anni in
assoluto per l’Irpinia. Segno meno anche per il sociale. Lo certifica
l’Istat che oggi ha diffuso l’annuale dossier “Noi Italia. Centro statistiche
per capire il paese in cui viviamo”. Già noti i dati sugli indicatori sul
contesto economico, riflettori accesi ora su quelli demografici che fotografano
allo stesso modo lo stato di salute di un territorio.
Persi in un anno - tondi tondi -
3mila residenti. Si è passati da 421.523 abitanti a 418.523.
E’ il risultato di un saldo negativo sia sul fronte del rapporto nascite-decessi (meno 1457) che su quello migratorio (differenza tra chi arriva e chi ci lascia per andare a vivere altrove): meno 1543.
E’ il risultato di un saldo negativo sia sul fronte del rapporto nascite-decessi (meno 1457) che su quello migratorio (differenza tra chi arriva e chi ci lascia per andare a vivere altrove): meno 1543.
Perdono poco i grandi centri: il capoluogo appena 293 persone, stesso discorso per Ariano e Montoro. Molto di più, invece, i piccoli centri dell’Alta Irpinia: su tutti Cairano – il comune della provincia più piccolo in assoluto. Da 313 è passato a 300 residenti: detto così – 13 in meno – sembrerebbe poca cosa, ma stiamo parlando di un meno 5%.
Cala la popolazione locale,
ma crescono gli stranieri regolari: ad oggi toccano quota 14.590, esattamente
mille in più rispetto all’anno precedente.
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