Nonostante questo maggio passerà alla storia come uno
dei più pioviosi degli ultimi decenni – a conti fatti la quota di
precipitazioni è stata superiore di tre volte rispetto a marzo e ad aprile –
non c’è stata, così come invece si immaginava, una super ricarica delle nostre
sorgenti e dei nostri pozzi per cui con il gran caldo e l’afa insopportabile
alle porte prepariamoci a dover fronteggiare l’ennesima crisi idrica. E come
ogni estate che si rispetti, l’Irpinia – la capitale dell’acqua – farà i conti
con piani di razionamento che si tradurrano in rubinetti a secco, si spera
almeno solo di notte.
L’eccezionale situazione meteo registrata a maggio ha determinato un piccolo incremento (30/40
litri al secondo) per le sorgenti di Serino la cui acqua però è destinata a
Napoli. Secondo gli esperti, quindi, i circa 2000 litri al secondo che l’Alto
Calore immette nel circuito al servizio della provincia di Avellino - 900
arrivano da Cassano (600 storici + 300 aggiunti dopo le crisi degli ultimi due
anni) mentre la restante parte è attinta dai pozzi sparsi in giro - potrebbero
essere insufficienti vista la crescita esponenziale dell’utilizzo e le perdite
delle reti (tra il 40 e il 50%).
Dobbiamo solo augurarci che anche a luglio
si registri qualche precipitazione significativa altrimenti a partire da Ferragosto potrebbe
scattere l’allarme rosso.
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