Una lettera aperta che suona più come un
disperato grido di dolore che come una denuncia pubblica. Lo schiuma party di
questi giorni è solo l’ultimo crimine contro il fiume e la salute dei
cittadini. Gli ambientalisti si rivolgono a forze dell’ordine, enti di
controllo e rappresentanti politici: sul Sabato va alzato il tiro. Nell’appello
a firma di Franco Mazza e Ranieri Popoli in rappresentanza dei comitati attivi
nella zona che va da Pianodardine fino Tufo si chiedono azioni
incisive in termini di repressessione – in poche parole indagini, denunce,
sequestri e sanzioni – altrimenti si rischia – si legge – di vanificare tutti i
costanti sforzi in termini di controlli e monotiraggi. Punto di partenza –
dicono gli ambientalisti – una dettaglia mappatura di tutti scarichi. Senza
questo cambio di passo – concludono Mazza e Popoli - “il destino del fiume Sabato,
in particolare il tratto che va da Atripalda ad Altavilla Irpina, sarà a breve inevitabilmente segnato e ogni
ipotesi di meritoria valorizzazione in termini di bonifica e di
riqualificazione dell’ecosistema risulterebbe vana e improponibile”.
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