"Se non paghi ti stacchiamo". Dopo gli esattori porta a porta (Bollette Alto Calore, denuncia in Procura contro la società di riscossione), nuova bufera sulla Crearci srl, la società che riscuote i crediti per contro dell’Alto Calore (Bolletta vecchia di 25 anni: l'Alto Calore vuole 6mila euro da un anziano) . "Vi preavverto che, trascorso il termine di massimo 7 giorni, che solo
bonariamente vi viene ulteriormente concesso, senza che abbiate
provveduto a rimettere la complessiva somma innanzi richiestavi, sarò
costretto, per procura già ricevuta, a procedere con l’interruzione
della fornitura idrica oltre ad adire il competente giudice per il
recupero giudiziale delle somme dovute. Distinti saluti, Crearci srl”. Questo è quanto si legge negli inviti spediti agli utenti.
E intanto domani pomeriggio assemblea dei soci.Se non è un passaggio storico, ci si va molto vicini perché in ballo non c’è solo il futuro della società che gestisce il servizio idrico integrato su due province Avellino e Benevento, nata come consorzio interprovinciale, e dei quasi 300 lavoratori, ma dell’intero sistema che fa riferimento all’acqua, oggi oro blu .
In larga misura sindaci e amministrazione provinciale sono pronti a ricapitalizzare senza metterci, però, da subito i soldi. Al vaglio anche l’opzione della modifica alla statuto che aprirebbe le porte all’ingresso di altri soggetti anche privati. E su questo punto restano alla finestra Gesesa e Acquedotto pugliese (Confindustria non accorre al capezzale dell'Alto Calore).
E se i dipendenti prenderanno parte non solo simbolicamente all’assise di domani, Cgil e il movimento Acqua bene comune – anche i loro rappresentanti saranno presenti a corso Europa - hanno scritto ai soci per chiedere un rinvio dei lavori nel tentato di bloccare quello che definiscono come "un disegno perverso".
E intanto domani pomeriggio assemblea dei soci.Se non è un passaggio storico, ci si va molto vicini perché in ballo non c’è solo il futuro della società che gestisce il servizio idrico integrato su due province Avellino e Benevento, nata come consorzio interprovinciale, e dei quasi 300 lavoratori, ma dell’intero sistema che fa riferimento all’acqua, oggi oro blu .
In larga misura sindaci e amministrazione provinciale sono pronti a ricapitalizzare senza metterci, però, da subito i soldi. Al vaglio anche l’opzione della modifica alla statuto che aprirebbe le porte all’ingresso di altri soggetti anche privati. E su questo punto restano alla finestra Gesesa e Acquedotto pugliese (Confindustria non accorre al capezzale dell'Alto Calore).
E se i dipendenti prenderanno parte non solo simbolicamente all’assise di domani, Cgil e il movimento Acqua bene comune – anche i loro rappresentanti saranno presenti a corso Europa - hanno scritto ai soci per chiedere un rinvio dei lavori nel tentato di bloccare quello che definiscono come "un disegno perverso".
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