Libere appena tre spiagge su 10 e, di queste, quelle
effettivamente utilizzabili sono poche perché risultano non curate e lasciare nel degrado. Trentacinque
chilometri di costa interdetti alla balneazione a causa dell'inquinamento a cui si
aggiungono i divieti temporanei connessi all’attività periodica di monitoraggio
condotta dall’Arpac di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi (leggi qui Attenti a dove fate il bagno, esami Arpac: mare inquinato da Vietri a Paestum ).
Tra aree abbandonati perché vicine alla foce di fiumi, torrenti o scarichi, zone censiti tra quelle contaminate e intere fette di costa escluse da monitoraggi, le spiagge – sempre secondo gli ambientalisti – non utilizzabili per inquinamento nella nostra regione sono il 7,5% del totale.
Nel dossier anche un capitolo relativo alla regolamentazione delle concessioni: a livello nazionale non c’è una norma che stabilisce la percentuale massima. Solo in alcune regioni si è intervenuti con leggi a tutela della libera fruizione. Virtuosi i casi di Puglia e Sardegna con una quota minima di spiaggia libera del 60%. In Campania, invece, si scende al 20%.
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